SEO on-page con Yoast o RankMath: title, meta description e sitemap
Cosa configurare davvero in un plugin SEO, e cosa puoi tranquillamente ignorare.
Yoast SEO e RankMath aggiungono decine di opzioni, semafori colorati e punteggi di leggibilità. È facile pensare che la SEO on-page sia complicata quanto quell'interfaccia. Non lo è: il plugin ti offre solo un modulo comodo per scrivere alcuni elementi HTML che Google legge da sempre, e che potresti modificare anche a mano, senza alcun plugin.
Pensiamo alla scheda di un libro nel catalogo di una biblioteca. Il titolo e il riassunto sulla copertina non decorano il libro, sono l'unica cosa che il lettore vede prima di decidere se prenderlo in mano. Un buon titolo e una buona sintesi non fanno vendere un libro scritto male, ma un libro scritto bene con un titolo confuso resta sullo scaffale.
1. Il tag title: il titolo che appare nei risultati di ricerca
Google usa il contenuto del tag <title> per costruire quello che la documentazione ufficiale chiama «title link», il testo cliccabile che compare come titolo del risultato di ricerca. Non esiste un limite ufficiale di caratteri, ma il testo troppo lungo viene tagliato per adattarsi alla larghezza dello schermo. Le indicazioni ufficiali sono chiare e valide a prescindere dal plugin che usi.
- Un titolo diverso per ogni pagina: titoli generici come «Home» o «Prodotti» non descrivono nulla di specifico.
- Descrittivo e conciso: evita di ripetere le stesse parole più volte solo per riempire spazio.
- Nessun accumulo di parole chiave: Google segnala esplicitamente il keyword stuffing come pratica da evitare, non come tecnica utile.
2. La meta description: l'anteprima che invita al clic
Il tag <meta name="description"> non influenza il posizionamento, ma può diventare il testo di anteprima sotto il titolo nei risultati di ricerca. La documentazione ufficiale di Google chiarisce un punto spesso frainteso: Google può scegliere di generare lo snippet direttamente dal contenuto della pagina, se lo ritiene più pertinente della meta description scritta a mano. Scriverla resta comunque consigliato, perché le dà maggiore controllo sul messaggio che il lettore vede prima di cliccare.
- Una descrizione diversa per ogni pagina: descrizioni identiche o duplicate su più pagine non aiutano nessuna delle due.
- Un riassunto pertinente, non uno slogan: deve informare su cosa troverà davvero il lettore in quella pagina specifica.
- Priorità alle pagine importanti: se il tempo è poco, conviene scriverla prima per le pagine con più valore, non per tutte allo stesso modo.
3. La sitemap: la mappa che aiuti Google a leggere
Dalla versione 5.5, WordPress genera già in autonomia una sitemap XML di base, raggiungibile all'indirizzo /wp-sitemap.xml, senza bisogno di alcun plugin. È collegata all'opzione «Visibilità ai motori di ricerca» in Impostazioni, Lettura: se scoraggi l'indicizzazione del sito, WordPress disattiva anche la sitemap nativa. Un plugin SEO come Yoast o RankMath, quando attivo, in genere sostituisce questa sitemap di base con una versione più configurabile, dove puoi escludere singoli contenuti o intere tassonomie.
- Verifica che esista: apri l'indirizzo della sitemap nel browser: deve restituire un elenco di URL, non un errore.
- Inviala in Search Console: una sola volta è sufficiente: da quel momento Google la controlla periodicamente da solo.
- Non serve costruirla a mano: è generata e aggiornata automaticamente ogni volta che pubblichi un nuovo contenuto.
4. Cosa puoi ignorare
I plugin SEO includono anche opzioni che sembrano importanti ma che, per stessa ammissione di Google, non incidono sul posizionamento.
- Il campo «meta keywords»: Google lo dichiara ufficialmente ignorato nel ranking dei risultati di ricerca web fin dal 2009.
- Il punteggio di «densità delle parole chiave»: è un indicatore interno del plugin, non un valore che Google calcola o consulta.
- Il semaforo di leggibilità al massimo livello: è un suggerimento editoriale utile per chi scrive, non un requisito tecnico da soddisfare a ogni costo.
Fonte: Google Search Central Blog, «Google does not use the keywords meta tag in web ranking».
In sintesi
| Voce | In pratica | Attenzione a |
|---|---|---|
| Title | Unico per pagina, descrittivo, senza ripetizioni forzate | Nessun limite ufficiale di caratteri, ma viene troncato in SERP |
| Meta description | Riassunto pertinente della pagina specifica | Google può ignorarla e generare lo snippet dal contenuto |
| Sitemap | Già presente in WordPress da solo su /wp-sitemap.xml | Va inviata una volta in Search Console, non ricostruita a mano |
| Meta keywords e punteggi interni | Ignorabili, non usati da Google nel ranking | Non perderci tempo a scapito di titolo e contenuto |
Un buon plugin SEO organizza il lavoro, ma non sostituisce un titolo scritto pensando a chi deve leggerlo.
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