back-end python Beginner 5 min

Perché Python, installazione e il primo script

Interprete, REPL, python.org e il tuo primo print() da terminale

· 942 parole

Python è un linguaggio di programmazione ad alto livello, pensato fin dall'inizio per essere letto quasi come un testo in italiano o in inglese corrente. La documentazione ufficiale lo descrive come un linguaggio interpretato, orientato agli oggetti, con una sintassi che mette la leggibilità del codice al primo posto rispetto a qualsiasi altra caratteristica.

Leggere un programma scritto bene in Python è un po' come leggere la lista della spesa di una persona ordinata: capisci subito cosa fare, senza bisogno di istruzioni aggiuntive. Altri linguaggi, pieni di parentesi graffe e punti e virgola, somigliano di più a un modulo da compilare in ogni casella.

1. Perché scegliere proprio Python

Python nasce come linguaggio generalista: lo stesso strumento serve per costruire un sito web (con framework come Django o Flask), analizzare dati, automatizzare compiti ripetitivi o lavorare nel campo dell'intelligenza artificiale. Questa versatilità, unita a una sintassi semplice da imparare, è uno dei motivi per cui viene spesso consigliato come primo linguaggio di programmazione.

Fonte: docs.python.org, tutorial ufficiale: «An Informal Introduction to Python» descrive Python come un linguaggio di programmazione facile da imparare e con una struttura dati di alto livello.

2. Installare Python sul proprio computer

Su Windows e macOS, la via più semplice è scaricare l'installer dal sito ufficiale python.org/downloads. Su Windows, durante l'installazione, è importante spuntare la casella «Add python.exe to PATH»: senza quel passaggio, il terminale non riconoscerà il comando python. Su macOS e sulla maggior parte delle distribuzioni Linux, una versione di Python è spesso già preinstallata, ma conviene comunque installare l'ultima versione stabile dal sito ufficiale o tramite il gestore di pacchetti del sistema.

Per verificare che l'installazione sia andata a buon fine, si apre il terminale (Prompt dei comandi o PowerShell su Windows, Terminale su macOS e Linux) e si digita:

python --version # su macOS/Linux, se non risponde, provare con: 
python3 --version

Fonte: docs.python.org, sezione «Python Setup and Usage»: guida ufficiale all'installazione e alla configurazione di Python sui diversi sistemi operativi.

3. Il REPL: programmare a domanda e risposta

Digitando semplicemente python (o python3) nel terminale, senza indicare nessun file, si entra nel REPL: l'acronimo sta per Read, Eval, Print, Loop, cioè «leggi, valuta, stampa, ripeti». Compare un prompt con tre frecce (>>>) pronto a ricevere ed eseguire subito qualsiasi istruzione, una alla volta.

Il REPL è come una calcolatrice tascabile: digiti un'operazione e la risposta compare subito, riga per riga. Uno script scritto in un file è invece come una ricetta letta per intero: la prepari tutta insieme, e solo alla fine vedi il risultato finale.

>>> 2 + 2 4 
>>> print("Ciao, Python!") 
Ciao, Python! 
>>> exit()

Per uscire dal REPL si può digitare exit() oppure quit(), oppure ancora usare la scorciatoia da tastiera Ctrl+D su macOS e Linux, Ctrl+Z seguito da Invio su Windows.

Fonte: docs.python.org, tutorial ufficiale: «Using the Python Interpreter», sezione «Interactive Mode», descrive il prompt interattivo e le sue scorciatoie di uscita.

4. Il primo script: da file a schermo

Il REPL è comodo per provare al volo una singola istruzione, ma un programma vero va scritto in un file di testo con estensione .py, per esempio saluto.py, usando un editor di testo qualsiasi (Blocco note, VS Code, Sublime Text). Il file va poi eseguito dal terminale, indicandolo come argomento al comando python:

print("Ciao, mondo!")

Salvato il file, lo si esegue con:

python saluto.py

A differenza del REPL, che risponde riga per riga, uno script viene letto ed eseguito dall'interprete dall'inizio alla fine, in un unico passaggio.

Un dettaglio che distingue subito Python da molti altri linguaggi: l'indentazione (gli spazi all'inizio di una riga) non è una semplice questione estetica, ma fa parte della sintassi vera e propria. Gli spazi indicano quali istruzioni appartengono allo stesso blocco di codice, al posto delle parentesi graffe usate da altri linguaggi. Per convenzione si usano sempre quattro spazi per ogni livello di rientro, senza mai mescolare spazi e tabulazioni nello stesso file.

eta = 20 if eta >= 18: print("Sei maggiorenne") else: print("Sei minorenne")

Torneremo con calma su if e sulle altre strutture di controllo in una prossima pillola: per ora basta ricordare questa regola.

Fonte ufficiale: docs.python.org, tutorial ufficiale: «More Control Flow Tools» spiega che Python usa l'indentazione, invece delle parentesi graffe, per raggruppare le istruzioni in blocchi.

5. print() e input(): far parlare il programma con chi lo usa

La funzione print() stampa un testo sullo schermo; la funzione input() fa l'opposto: mette in pausa il programma, mostra un messaggio e aspetta che chi lo sta usando digiti qualcosa e prema Invio. Il valore digitato viene restituito sempre come testo (stringa), anche se chi lo scrive inserisce solo numeri.

nome = input("Come ti chiami? ") print(f"Ciao, {nome}! Benvenuto in Python.")

La f prima delle virgolette crea una f string: permette di inserire il valore di una variabile direttamente dentro il testo, scrivendola tra parentesi graffe. Anche su questo strumento, molto usato, torneremo con calma in una prossima pillola dedicata alle stringhe.

Fonte ufficiale: docs.python.org, riferimento del linguaggio: funzioni built in «print()» e «input()», e guida alle f string nel tutorial ufficiale.

In sintesi

Python è un linguaggio interpretato pensato per essere letto facilmente, si installa da python.org e si verifica con python --version. Il REPL (avviato digitando python nel terminale) risponde subito a ogni singola istruzione, mentre uno script salvato in un file .py viene eseguito dall'inizio alla fine in un solo colpo. Con print() e input() hai già gli strumenti per scrivere un primo programma che comunica con chi lo usa. Nella prossima pillola della serie vedremo variabili, tipi di dato e operatori: i mattoncini con cui costruire qualsiasi script Python.

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